La città del Palladio

Vicenza e Palladio, un binomio indissolubile perché l'una, senza l'altro, non esiste e l'altro ha lasciato concentrato in questo territorio, nonostante abbia lavorato anche in altre province, la più alta concentrazione dei suoi mirabili capolavori.

Vicenza è infatti oggi tra le città italiane con il numero più elevato di complessi monumentali in rapporto all'estensione e ciò la rende un vero e proprio inaspettato gioiello agli occhi di quei visitatori che passeggiano in centro storico.
Una gran parte dell'opera architettonica di Palladio fu realizzata nel territorio cittadino a partire dal 1540 e l'architetto lavorò indistintamente sia per committenti privati che per la committenza pubblica, contribuendo a mutare in modo profondo l'aspetto della città.

Il noto francese storico dell'arte Courajod definì Vicenza "un luogo benedetto dal cielo, uno di quei nidi preparati dalla natura per la nascita dell'arte italiana, la quale, al principio della Rinascenza, non mancò di fiorirvi".

Ma sono forse le parole di Goethe, nel suo "Viaggio in Italia", che più di ogni altre riescono ad esprimere il valore, l'importanza e il fascino dell’opera palladiana che risiede in città:
"sono giunto da poche ore, ma ho già fatto una scorsa per la città e ho visto il Teatro Olimpico e gli edifici del Palladio ... soltanto avendo innanzi agli occhi questi monumenti, se ne può comprendere il grande valore. Con la loro mole e con la loro imponenza essi devono, per dir così, riempire gli occhi, mentre con la bella armonia delle loro dimensioni, non solo nel disegno astratto, ma in tutto l'insieme della prospettiva, sia per quello che sporge, che per quello che rientra, appagano lo spirito. E questo è proprio, secondo me, il caso del Palladio: un uomo straordinario, e per quello che ha sentito in sé, e per quello che ha saputo esprimere fuori da sé."