Dicono di lui

Il genio di Palladio raccontato dai grandi di questi cinque secoli di storia

Raccoglieremo le significative testimonianze su Andrea Palladio di architetti e uomini di cultura che a loro volta hanno caratterizzato, in diversi ambiti e meriti, questi 5 secoli di storia.
Un modo semplice di celebrarlo e di comunicarlo, oggi, attraverso gli occhi e le diverse "letture" lasciate nel corso dei secoli e per noi vicentini di avvicinarci e ri-conoscere la grandezza di questo "genio" che ha segnato ineludibilmente il destino urbanistico, ma non solo, della nostra città.

Una pagina in progress che potrà diventare importante con la vostra collaborazione. 
Quanti, studiosi contemporanei, architetti, appasionati o semplicemente visitatori e turisti di Vicenza e delle ville di Palladio, volessero collaborare a questa sezione, possono scriverci a info@vicenzae.org e pubblicheremo i loro contributi in un'apposita sezione.

"Il M.Andrea Palladio vicentino architetto ha con incredibile profitto acquistato la vera architettura non solo intendendo le belle, e sottili ragioni di essa, ma anco ponendole in opera, sì ne i sottilissimi e vaghi disegni delle piante, de gli alzati, et de i profili, come ne lo eseguire e far molti, e superbi edifici ne la patria sua, et altrove, che contendono con gli Antichi dando lume a' moderni e daran meraviglia a quelli che verranno"..
(Mons. Daniele Barbaro 1513-1579, committente di Palladio, uomo di Chiesa e di raffinata cultura, profondo studioso di architettura)

"Nelle fabbriche di Sua invenzione, si trovano combinate tutte le proprietà, le lodi e le qualità che richiede la buona architettura, cioè la solidità, la comodità, la decenza, l'ordine, la disposizione, la proporzione e costantemente la desiderabile e pregiabile bellezza"
(Ottavio Bertotti Scamozzi, architetto vicentino 1719-1790, ammiratore e seguace di Palladio. Pubblicò la monumentale opera critica Le fabbriche e i disegni di Andrea Palladio)

"ein recht innerlich und von innen heraus grosser Mensch" uomo grande nel suo intimo e dal suo interno.
"V'è davvero alcunché di divino nei suoi progetti."
(Goethe da Il Viaggio in Italia Incontro a Vicenza. Sguardi su Palladio 19-25 settembre 1786)

"Proprio le ville palladiane impongono di essere lette come una unità che rende omogeneo il terreno agricolo veneto. Esse, anzi, tendono palesemente a rendere urbano quel territorio agricolo come per sancire anche con la forma architettonica, l'opera di bonifica e sfruttamento razionale dei terreni iniziata sin dal Quattrocento.
(Manfredo Tafuri, architetto e storico nato a Roma nel 1935 e morto a Venezia nel 1994)

"L'estremo gesto creativo di Palladio, l'Olimpico di Vicenza è un atto che testimonia, alle soglie del silenzio, la fedeltà alla lunga promessa; e vale, al di là delle circostanze dialettiche che ne avevano prodotto la formulazione e consentito l'esercizio al di là, anche, dell'umana volontà che con "amore" ne aveva sopportato la "fatica" - , l'offerta di un 'emozione ignara d'usura e una lezione risonante nel tempo.
(Lionello Puppi, storico dell'arte vicentino da "Andrea Palladio - Electa 1973)

"Conoscere Palladio, la Basilica, la Loggia del Capitanio e gli altri attraverso gli studi è una conoscenza imperfetta. Bisogna vederlo a Vicenza"
(tratto da "Viaggio in Italia", Guido Piovene scrittore e giornalista nato a Vicenza nel 1907 e morto a Londra nel 1974 )

"Edifici che sembrano un pensiero architettonico piuttosto che opere compiute, che si impongono come l'elaborazione più completa del pensiero dell'uomo rispetto alla natura, chiaramente distinti dalla natura e dal paesaggio, eppure a esso legati da un rapporto indissolubile, così che anche la natura sembra pensata dall'architetto"
(tratto da "Andrea Palladio. La luce della Ragione", Vittorio Sgarbi - 2004)

"Palladio aveva una missione: trasformare, sostituire l'architettura scomoda, malsana, brutta con architettura di gusto, dove fosse bello vivere , permettendo alle persone di vivere meglio......aveva anche una mente da urbanista...direi che quando creava un edificio, generava un ordine, creava collegamenti, riposizionava una strada, creava uno spazio che non c'era: penso a Palazzo Chiericati che genera una piazza su uno spazio difforme.."
(Howard Burns, dall'intervista di N.Martelletto del 10/11/2006) 

Un individuo ha bisogno di rileggere la sua vita per decifrarne il senso, un popolo ha bisogno di ripercorrere la sua storia per recuperarne le radici, magari trovandole in Andrea Palladio, straniero, europeo, italiano.

Andrea Palladio
di Vilma Torselli
pubblicato il 02/06/2007 su www.artonweb.it