Villa Emo

Villa Emo si trova nella campagna attraversata dalla statale 53 Postumia, che collega Vicenza a Treviso toccando i centri di Cittadella e Castelfranco. Il capoluogo comunale, Vedelago, dista circa 40 km da Vicenza e 20 da Treviso; la località di Fanzolo è poco distante. Il committente è Leonardo Emo, rappresentante di una nobile famiglia veneziana.

Non è la prima volta che il Palladio viene contattato da facoltosi proprietari terrieri, che sanno di trovare in lui un architetto capace di coniugare finalità pratiche e celebrative. La circostanza è particolarmente favorevole perché la grande tenuta agricola di Fanzolo si trova in una zona rurale di centuriazione romana, regolata da tracciamenti ortogonali che si rivelano uno sfondo ideale per le ampie prospettive palladiane, sottolineate da filari di pioppi e dal disegno di viali e strade.
Villa Emo rappresenta un punto d’arrivo nella definizione dello schema architettonico della villa, dopo le significative esperienze di villa Badoer a Fratta Polesine e villa Barbaro a Maser.

La dimora padronale risalta su un alto basamento e ad essa si allineano due lunghe barchesse porticate che trovano conclusione in torri colombaie. La facciata della villa è di maestosa semplicità, con una loggia tetrastila d’ordine dorico sovrastata da un timpano triangolare con lo stemma familiare retto da angeli. Il rapporto tra architettura e ambiente è gestito dall’architetto con eccezionale maestria: l’armonia d’insieme risalta sia nell’avvicinarsi alla villa, sia nel volgere lo sguardo tutt’intorno dalla sua loggia. La linearità dell’architettura trova contrappasso all’interno grazie alla decorazione pittorica di Giovanni Battista Zelotti che anima gli ambienti con uno straordinario mondo di personaggi e scorci.

Nel 1565 la villa in tutto il suo splendore fu scenario del matrimonio di Leonardo Emo e Cornelia Grimani. Nelle barchesse di villa Emo si trova oggi il centro direzionale del Credito Cooperativo Trevigiano.