Villa di Maser (Barbaro)

Villa Barbaro si trova nelle vicinanze di Maser, viene infatti indicata come Villa di Maser, a una decina di chilometri da Asolo, celebre località della collina trevisana, sulla strada che da Bassano del Grappa raggiunge Montebelluna (complessivamente circa 60 chilometri da Vicenza o 30 da Treviso).

Palladio viene incaricato del progetto dai fratelli Barbaro: Marcantonio, influente personaggio politico, spesso coinvolto nelle scelte architettoniche della Repubblica di Venezia, e Daniele, patriarca di Aquileia, uomo colto e raffinato, appassionato di architettura, mentore del Palladio dopo la morte del suo primo mecenate, Giangiorgio Trissino, nel 1550. Tale è la personalità dei committenti che la critica ipotizza un loro significativo ruolo nell’ideazione dell’architettura, che in effetti fa caso a sé nel curriculum dell’architetto.

Al di là delle singole scelte formali, tuttavia, Villa Barbaro segna un punto di svolta nella definizione del modello palladiano della dimora di campagna. Per la prima volta, infatti, la residenza e le barchesse sono collegate in un’unità architettonica continua e omogenea. Questo schema a Maser è senza dubbio dettato dalla collocazione della villa, sul versante di una collina che altrimenti avrebbe richiesto un impegnativo lavoro di terrazzamento. L’impostazione del complesso, tuttavia, sembra trascendere le esigenze pratiche per soddisfare quel desiderio di unità formale che caratterizza le opere della maturità dell’architetto.

La residenza vera e propria occupa un corpo di fabbrica a tempio, avanzato rispetto alle due ali, ma il colpo d’occhio dalla strada, specie dalla prospettiva centrale, è quello di una fronte pressoché complanare. La facciata principale è segnata da quattro semicolonne d’ordine ionico, sovrastate da un timpano triangolare nobilitato da sculture di Alessandro Vittoria, artista nella massima considerazione del Palladio.
Caratteristica è la soluzione formale dei corpi di fabbrica posti all’estremità delle barchesse, dotati di appariscenti meridiane in facciata. Il complesso racchiude sul retro un piccolo giardino formale, coronato da un grande ninfeo dalla decorazione scolpita eccezionalmente ricca, ricavato sfruttando la pendenza della collina. All’interno la dimora ha una distribuzione a croce che nel 1560-61 offre lo spunto a Paolo Veronese, tra i massimi interpreti della pittura rinascimentale, di eseguire un ciclo affrescato di straordinario realismo, sfruttando le superfici delle volte per eseguire immagini illusionistiche con personaggi affacciati a balaustre.

A vent’anni dalla costruzione della villa, nel 1580, il Palladio tornerà a Maser per costruire il Tempietto, la cappella di famiglia che si trova di fronte alla villa, di là dalla strada. Nel parco un rustico è stato adattato a Museo delle Carrozze, frutto del collezionismo dei più recenti proprietari. Andrea Palladio morì a Maser all’età di 72 anni.