Dopo la Camera, anche il Senato approva: la Basilica palladiana è tra i monumenti nazionali

E' arrivato il lieto fine per un´avventura bipartisan durata tre anni.
Con la legge nr 64 del 14 aprile 2014, la Basilica Palladiana è ufficialmente dichiarata Monumento Nazionale

Benvenuta nel club. La Basilica palladiana entra di diritto nell´elenco dei monumenti nazionali. Per legge. Potere del bicameralismo perfetto: dopo il semaforo verde acceso a Montecitorio a dicembre, ieri anche il Senato ha sventolato la bandiera a scacchi su una gara partita da lontano, tre anni fa, quando Comune e Provincia per una volta uniti senza se e senza ma presentarono la prima candidatura. Oltre a sciogliere la ceralacca sui sigilli di un documento che ricama un fiocco dorato su seicento anni di storia, la commissione cultura di palazzo Madama ha rimediato anche allo strafalcione da matita blu svirgolato dall´anonimo estensore del disegno di legge, dove la vicentinissima piazza dei Signori era stata confusa con la fiorentinissima (e renzianissima, aggiungiamo pure) piazza della Signoria. A vegliare che tutto procedesse secondo i programmi anche al Senato, tradizionalmente tempio degli inciampi e dei tranelli, ci ha pensato l´azzurro Pierantonio Zanettin, che racconta: «Siamo riusciti a far passare per un errore materiale anche la svista sul nome della piazza, evitando così di far tornare il testo alla Camera per un nuovo esame».
LA DECISIONE. All´ora di pranzo un lancio d´agenzia annoda una volta per tutte il tricolore al collo della “dama bianca”: «Si tratta di un riconoscimento importante per Vicenza, ma soprattutto conferma il valore architettonico e storico di questo monumento», commenta Franco Conte, senatore del Nuovo Centrodestra, relatore del disegno di legge, ultimo anello di una catena bipartisan che da un ramo all´altro del parlamento ha costruito un ponte tra cultura e politica che ha messo insieme il forzista Giancarlo Galan, già governatore veneto e ministro della cultura, la virologa Ilaria Capua, prestata alla causa di Scelta civica, e i parlamentari vicentini, a partire dalla democratica Daniela Sbrollini, prima firmataria del testo che ieri brindava al successo: «Abbiamo dato nuovo lustro all´eredità di Andrea Palladio e anche una spinta all´economia vicentina. Diamo il giusto risalto alla Basilica riconoscendola come monumento di straordinario interesse artistico, storico e culturale, nonché interprete dell´identità nazionale. Grazie all´operato dell´amministrazione comunale, la Basilica sta già dimostrando di essere un versatile contenitore culturale che ora potrà presentarsi alla comunità internazionale come punto di sicuro interesse, stimolando quindi il turismo in città».
IL PREMIO. Per ora la legge è soprattutto un premio alla carriera, che aggiunge gloria ma non scuce un euro: un trofeo da esporre in bacheca che schiuderà nuovi canali nei circuiti turistici internazionali. In Europa i monumenti nazionali hanno un peso specifico che in Italia si è smarrito da qualche tempo: la mancanza di un censimento ufficiale dei monumenti nazionali è lì a dimostrare quanto sia dura penetrare la nebulosa degli archivi capitolini. Che non sia stata una passeggiata, questo balzo sotto i riflettori nazionali, lo certifica la maratona innescata dal consorzio di promozione turistica “Vicenza È” nel 2011, sulla scia del grande restauro da oltre 20 milioni di euro finanziato dalla Fondazione Cariverona, che con il presidente Paolo Biasi e il vicepresidente Silvano Spiller non hanno mai fatto mancare il sostegno alla causa della grande bellezza vicentina. Per dire come funzionano le cose in Italia, nel frattempo si sono avvicendati quattro governi, da Berlusconi a Monti, da Letta a Renzi.
L´EMBLEMA. Almeno tra le mura beriche tutto è filato liscio, come testimonia Dino Secco, presidente del consorzio: «Per una volta Comune e Provincia hanno collaborato positivamente nel segno del monumento emblema della vicentinità, dell´economia e del turismo». Anche il sindaco Achille Variati esulta: «È un´ottima notizia che premia il gioco di squadra iniziato a Vicenza e portato avanti a Roma con l´impegno dei rappresentanti vicentini al di là delle appartenenze politiche. Dopo il premio europeo all´eccellente restauro ricevuto qualche giorno fa, ora il riconoscimento di monumento nazionale dà ulteriore impulso alla promozione della Basilica, della nostra città perla del Rinascimento e del territorio vicentino. Un riconoscimento che non è solo un attestato simbolico, ma un volano di sviluppo economico attraverso il turismo».

Da Il Giornale di Vicenza